Capcom, ti ricordi Auto Modellista?
Prima della pausa estiva, porto su questo spazio il primo e unico racing game creato da Capcom. Stiloso, nostalgico e irresistibile Auto Modellista.
L’ho ripetuto spesso nei miei articoli, prima di essere una videogiocatrice io amavo leggere qualsiasi cosa sui videogiochi. La lettura era il primo sorso che alimentava la mia curiosità. Solo dopo letture attente potevo indirizzare i miei acquisti, non compravo quasi mai a caso.
Forse ero in prima media quando lessi, per la prima volta, di un titolo di corse automobilistiche davvero singolare.
Io amo i videogiochi di guida, anzi… posso dire che mi piacciono le auto in generale, forse è una passione che è stata trasferita un po’ per “osmosi” da mio padre che è un grande appassionato di motorsport.
Per ironia della sorte sono anni che non tocco un volante perché ho paura di farlo, mi dà fastidio l’idea di non saper controllare la velocità e tendo a distrarmi spesso. Sono una persona ansiosa e mi piace avere tutto sotto controllo, nei videogiochi riesco a farlo ovviamente perché al minimo sbaglio non ci sono conseguenze reali; i giochi di guida riescono a darmi stimolo e conforto, soprattutto gli arcade, in cui il divertimento prende il posto dei tecnicismi.
Fu proprio un articolo su una rivista che mi introdusse per la prima volta a un videogioco di corse decisamente inusuale, “stiloso” per certi versi e che stuzzicò la mia curiosità: sto parlando di Auto Modellista.
Auto Modellista è un videogioco di Capcom e rappresenta una parentesi decisamente insolita per la sua produzione che, tra i titoli di punta, annoverava Resident Evil, Onimusha, Devil May Cry.
Il director di questo primo (e ultimo) racing game della casa di sviluppo con sede ad Osaka è proprio Hideaki Itsuno, famoso per aver diretto Rival’s School, Devil May Cry (dal secondo, dopo l’abbandono di Kamiya) e Dragon’s Dogma.
La Playstation 2 era una macchina di sperimentazioni, in cui le diverse software house si approcciavano anche proponendo opere lontane dal proprio focus, la stessa Squaresoft, ad esempio, ci provò facendo debuttare per la prima volta proprio un titolo di corse automobilistiche.
A differenza delle produzioni che offrivano realismo simulativo e visivo, spingendo al limite l’innovazione tecnologica del monolite nero di casa Sony, Capcom fece una scelta diversa e offrì un prodotto completamente nuovo (e da allora non più ripetuto): un videogioco di corse in cel-shading, una scelta che all’epoca risultava estremamente innovativa e che cavalcava l’interesse per quel tipo di direzione artistica che in quegli anni si impennò (Jet Set Radio, XIII, Okami…) ma che purtroppo non sempre incontrò i favori del pubblico.
In Auto Modellista, tutto ciò che appare sullo schermo sembra essere disegnato a mano, ricalcando forse quella che è l’opera di ispirazione principale che ha concepito questo prodotto innovativo: Initial D.
Avevo già parlato di Initial D sui miei spazi, sono una grande appassionata della storia in questione disegnata da Shuichi Shigeno, che mi ha aperto un “mondo” sulle gare touge e sui duelli clandestini del Mid Night Club. Ne ho parlato in maniera molto approfondita quando ho scritto di Racing Lagoon, criptico RPG di Squaresoft incentrato totalmente sulle corse clandestine sulla Wangan.
Il touge è uno stile di guida poco conosciuto ai non addetti ai lavori e - fino a poco tempo fa - era un mondo largamente sconosciuto anche a me. Però ho avuto modo di conoscerlo attraverso il mio interesse proprio per Initial D e questo, sempre tramite mio padre, mi ha portato ad assistere ad una bellissima gara di drifting proprio a Nürburgring, celeberrimo circuito della regione dell’Eifel rinominato “Inferno Verde”.
Il drifting si è personalizzato proprio nel touge, che in giapponese vuol dire letteralmente “passo di montagna”. Con questo termine si indicano infatti le tortuose strade montane, fatte di tornanti stretti e continui cambi di pendenza, diventate il terreno ideale per mettere alla prova tecnica di guida, sangue freddo e conoscenza del percorso.
Chi prova a guidare su queste strade, entra quasi in una “bolla” fatta di passione per i motori e la strada (leggete questo bellissimo pezzo di Umberto Moioli per Italian Wheels).
A differenza delle gare clandestine su autostrade sopraelevate e di pesanti modifiche alle auto (tubi di scappamento esageratamente alti o alettoni particolarmente appariscenti), nelle manifestazioni di guida in montagna non serve una personalizzazione vertiginosa della propria auto, ed è questo quello che viene preferito da chi sceglie di appassionarsi a questa “disciplina da strada”.

Quando sono stata in Giappone ho visto da vicino gli imponenti curvoni di montagna. Ero nei dintorni di Hakone e quel giorno decisi di passeggiare per il Monte Kintoki malgrado non avessi l’attrezzatura da trekking adatta ma semplici scarpe da ginnastica.
Dopo neanche metà del percorso, complici anche i cartelli di attenzione agli orsi (!), decido di non addentrarmi ancora e di scendere però, per farlo, scelgo di non entrare nuovamente nella foresta e camminare per le curve di asfalto.
Erano circa le 13.00 di un giorno feriale di settembre e non c’era traffico, se non qualche city car compatta. Volevo guardare da vicino le famose curve del touge, anche senza un auto (forse quello è stato l’unico momento della mia vita in cui ho maledetto la mia paura per la guida!). Era come avevo già visto negli anime e nei videogiochi, tutto contraddistinto da quella precisione e “maniacalità” giapponese nel ricreare virtualmente il mondo reale, anche in Auto Modellista in cui tutto si racchiude in contorni “fumettosi”.





Tornando a “noi”, questo è il punto forte dell’intera opera, tutto è curato nei minimi dettagli, anche le vetture, mentre i circuiti sono ispirati a luoghi reali ma reinterpretati in chiave stilizzata.
Auto Modellista non è solo touge, ma racchiude tutta l’anima dell’automobilismo su strada: su montagna, su improvvisati circuiti sopraelevati o su veri e propri tracciati, come Suzuka.


Per questo motivo, il nome “italiano” Auto Modellista ci fa comprendere che il titolo è più incentrato sulla customizzazione totale della vettura all’interno del proprio garage.
Il videogiocatore più esperto può dedicarsi alla messa a punto di motore, freni, sospensioni e cambio, creando l’auto ideale per ogni tipi di circuito e stile di guida.
I videogiocatori meno avvezzi a questo tipo di tecnicismi possono optare per una customizzazione più automatica, ottenuta attraverso alcune domande che permettono al gioco di suggerire l’assetto adeguato. Questa scelta rende il sistema accessibile sia ai giocatori più tecnici che a coloro che vogliono semplicemente divertirsi senza perdersi nel ginepraio della preparazione meccanica.



Tuttavia, grande importanza è data alla personalizzazione estetica: è possibile intervenire sull’aspetto estetico con colori, adesivi, cerchi e componenti aerodinamici e non solo, si ha ampia libertà nel decorare il proprio garage personale, una vera e propria officina virtuale, con poster, mensole, caschi, trofei ottenuti durante le gare, adesivi e che dir si voglia.
A rendere ancora più originale la produzione Capcom contribuisce la modalità VJ, una funzione che permette di salvare i replay delle proprie gare e modificarli aggiungendo effetti grafici e sonori. Questa possibilità trasforma le corse in veri e propri videoclip personalizzati, offrendo un modo alternativo di divertirsi anche dopo aver terminato una gara.
È un’idea sorprendentemente moderna per l’epoca e dimostra la volontà degli sviluppatori di proporre qualcosa di diverso rispetto ai tradizionali giochi di guida.
Anche il comparto sonoro accompagna efficacemente l’esperienza. Le musiche svolgono il loro compito mantenendo alto il ritmo durante le gare, anche se il numero di brani disponibili risulta piuttosto limitato.
L’altra grande innovazione, almeno nelle versioni giapponesi e americane, sta nel supporto online. Pochi titoli su PS2 garantivano la possibilità di giocare in multiplayer, Auto Modellista permetteva di disputare gare con un massimo di otto giocatori.
I server ufficiali però sono stati chiusi da tempo, ma oggi è nuovamente possibile giocare online grazie a Insignia, un servizio che ha riportato in vita Xbox Live per la Xbox originale.
Auto Modellista faceva parte di un'iniziativa del Production Studio 1 di Capcom volta a sviluppare tre titoli fortemente incentrati sulle funzionalità online di PS2. Oltre ad Auto Modellista spiccavano titoli noti come Monster Hunter e Resident Evil Outbreak. L'obiettivo di Capcom era che almeno uno di questi giochi superasse il milione di copie vendute. Tra i tre titoli, solo Monster Hunter e Resident Evil Outbreak riuscirono a raggiungere il traguardo.
Nonostante le numerose qualità, Auto Modellista presenta alcuni limiti che ne hanno impedito il successo nel tempo. Il principale riguarda proprio il gameplay. Ho trovato difficoltà nel saper padroneggiare un auto (non che fossi un “asso” nei videogiochi di guida, però…) e vetture possono risultare poco prevedibili nelle reazioni, soprattutto in curva, e il comportamento fisico non trasmette sempre una sensazione di controllo preciso. Basta un singolo errore, una curva presa male e tutta la gara può andarti malissimo.
Un altro punto debole è rappresentato dalla mancanza della sensibilità analogica per acceleratore e freno, che limita la possibilità di dosare la velocità e rende alcune situazioni più difficili del necessario.
Infine, la scelta di privilegiare uno stile grafico fortemente stilizzato, se da un lato ha reso il gioco immediatamente riconoscibile, dall’altro non riuscì a conquistare quella parte di pubblico che in quegli anni cercava esperienze più orientate al realismo, come Gran Turismo o TOCA Race Driver di Codemaster che aveva anche inserito il sistema di danni, a differenza dell’opera di Kazunori Yamauchi.
Se non fosse per questi nei, Auto Modellista sarebbe stato una rivelazione nel panorama dei videogiochi di guida e soprattutto un tassello importante nel portfolio della casa di Osaka.
Non mancano, però, i videogiochi ispirati ad esso, a più di vent’anni di distanza: Kaido Genkai è un titolo indie in prossima uscita, finanziato su Kickstarter, che è largamente ispirato allo stile di Auto Modellista; si tratta di un racing RPG open world ambientato nella campagna giapponese degli anni '90.
Curve, gas, kei cars, konbini, torii vermigli, stradine, innumerevoli e onnipresenti distributori automatici, ricalcando lo stile di quel Giappone così diverso, irresistibile e legato in maniera imprescindibile ai nostri falsi ricordi.







